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Chirurgia mininvasiva anca: come guarire dall’artrosi

In cosa consiste un intervento di protesi all’anca

L’anca è una delle articolazioni più mobili del nostro organismo. Fondamentale per il funzionamento degli arti inferiori, aiuta il ginocchio e la caviglia a compiere qualsiasi tipo di movimento, anche i più banali come salire le scale o accavallare le gambe. Queste azioni sono possibili perché la testa del femore ha una forma sferica ed è accolta in una cavità del bacino che prende il nome di acetabolo. Come tutte le articolazioni anche l’anca può diventare dolente: quando questa, a causa dell’età o di sforzi eccessivi si consuma, va incontro ad un processo artrosico, sintomo di una completa usura della cartilagine. In questo caso l’unica soluzione che permette un pieno recupero è quella di utilizzare una chirurgia mininvasiva anca.

Quali sono i vantaggi di una tecnica mininvasiva

Grazie ai grandi passi avanti compiuti dalla medicina, oggi un intervento di protesi all’anca viene considerato di routine. Gli ultimi dati registrati testimoniano come oltre il 90% degli impianti sono perfettamente integri dopo venti anni dalla loro installazione. Questo garantisce maggiori sicurezze soprattutto nella fascia di età compresa tra i 30 e i 40 anni, dato che, ultimamente, operazioni chirurgiche di questo tipo sono notevolmente aumentate anche tra i giovani.

Le protesi possono essere considerate come veri e propri impianti su misura la cui taglia si calcola prima dell’intervento e secondo le varie esigenze. Alla base di questo lavoro di precisione ci sono delle attente valutazioni cliniche in rapporto all’età biologica del paziente e all’anatomia del suo femore. Per fare in modo che dopo l’intervento ci sia una ripresa più agevole e rapida della normale quotidianità, sono state studiate delle tecniche di protesizzazione mininvasive. I vantaggi di questa procedura sono molteplici:

  • piccole dimensioni della protesi: con misure massime di 5-7 cm è possibile preservare il collo del femore a favore di una migliore funzionalità articolare
  • rispetto totale dei tessuti sottocutanei: si arriva a sostituire l’anca senza recidere in nessun modo muscoli o tendini
  • qualità dei materiali: si utilizzano elementi biocompatibili adatti dunque anche a soggetti allergici. Realizzate in titanio e ceramica garantiscono una resistenza duratura nel tempo
  • brevi tempi di recupero: è possibile abbandonare le stampelle dopo circa un mese e riprendere il pieno controllo delle proprie attività quotidiane in 60-90 giorni (tempo medio)
  • la protesi istallata con una chirurgia mininvasiva anca non va incontro a rigetto

Una volta effettuato l’intervento è molto importante praticare dell’esercizio fisico in modo da mantenere lo scheletro sano e funzionante. Questo, insieme ad uno stile sano e ad un’accurata riabilitazione, potrà garantire un naturale miglioramento della propria qualità di vita.

Il decorso post-operatorio

Dopo un intervento di chirurgia mininvasiva anca esistono delle tappe obbligatorie da rispettare. Grazie alle attuali tecniche e alle nuove protesi utilizzate oggi è possibile ricominciare a fare piccoli movimenti, come sedersi sul letto o fare una breve passeggiata con l’aiuto delle stampelle, fin dal giorno successivo all’intervento. Oltre questo risulterà molto importante cominciare da subito esercizi di mobilizzazione dell’anca, del ginocchio e della caviglia. Il fisioterapista darà indicazioni specifiche riguardo alcuni esercizi finalizzati al rafforzamento dei glutei e della coscia, muscoli fondamentali per restituire all’articolazione la completa mobilità.
Qualche importante accortezza deve essere rispettata anche nel momento del ritorno a casa, facendo così in modo di facilitare una ripresa più rapida possibile della deambulazione:

  • un cuscino da porre tra le gambe mentre si dorme su di un lato per mantenere le anche abdotte riducendo in questo modo il rischio di lussazione
  • avere uno spazio di vita temporaneo sullo stesso piano di casa dato che fare le scale risulterà molto difficile durante la prima fase del recupero
  • utilizzare per sedersi una sedia stabile, non troppo bassa e che abbia un cuscino del sedile fermo
  • mantenere il più possibile divaricate le gambe senza incrociarle né accavallarle
  • non rimanere seduti troppo a lungo

Terminate le prime fasi post-operatorie, è molto utile per il paziente dotarsi di una cyclette per ricominciare a compiere dell’esercizio fisico. E’ importante, inizialmente, utilizzarla con il sellino alto e senza resistenza. Con il passare dei giorni questo va gradualmente abbassato per consentire una maggiore flessione dell’anca, aumentando, con cautela, la resistenza del freno per favorire il potenziamento muscolare.

Centro medico Eclepta: dove trovare i migliori specialisti protesi anca

Se il tuo problema all’anca è diventato invalidante nelle attività quotidiane, rivolgersi al Centro Medico Eclepta è la soluzione che stavi cercando. Nella nostra struttura è possibile trovare chirurghi ortopedici specializzati in protesi all’anca e problemi al ginocchio, proponendo per le patologie legate a queste articolazioni degli approcci mininvasivi che riducono drasticamente gli effetti dell’intervento chirurgico. La professionalità del nostro staff, unita ad uno studio continuo e ad una particolare attenzione alle ultime novità del settore medico in questione, garantisce prestazioni di altissimo livello. Tutto questo naturalmente unito all’importante rapporto umano che i nostri dottori tendono ad instaurare con i pazienti: stabilire un lagame di fiducia e collaborazione, ascoltando tutte le loro richieste, è una delle nostre priorità. Per risolvere ogni tipo di chirurgia mininvasiva anca non ti rimane che contattare il Centro in qualsiasi momento.