Piede e Caviglia

Eclepta / Piede e Caviglia
  • Introduzione
  • Infortuni e Patologie
  • Riabilitazione

Il complesso caviglia-piede è un punto di appoggio sottoposto a continue sollecitazioni. Se le tue caviglie ti danno delle preoccupazioni, devi pensare che, proprio attraverso le caviglie, il carico viene trasferito al piede e quindi al suolo, in un’area di appoggio assai limitata rispetto al peso corporeo ed all’altezza del tuo baricentro. Le caviglie sono quindi molto vulnerabili e soggette a distorsioni, che possono diventare molto invalidanti.

 

Il piede è una struttura forte e sofisticata: è formato da 26 ossa, unite in 33 articolazioni, rinforzate da più di 100 legamenti. Il peso del corpo gli viene trasmesso dalla caviglia o articolazione tibio-tarsica, un complesso osteo-legamentoso a forma di mortaio: la tibia ed il perone con i loro due malleoli sormontano ed avvolgono la parte superiore dell’astragalo che svolge il compito di trasmettere le forze alle altre ossa del piede.

 

Tra tutte queste ossa sono tesi i legamenti, robuste corde fibrose la cui rottura, conseguente ai traumi distorsivi più seri, comporta un aumento del gioco articolare con conseguente instabilità.

  • Tendinopatia Achillea

    Con tendinopatia achillea si intendono una serie di patologie a carattere infiammatorio e degenerativo quali tendiniti, tendinosi e tendiniti inserzionali.

    Le cause possono essere diverse, da aventi acuti a microtraumi ripetuti nel tempo, come ad esempio l’uso di calzature non adatte all’attività svolta.
    In una fase iniziale i sintomi peggiorano a riposo e migliorano durante l’attività. Successivamente invece il dolore non solo non scompare con l’attività ma arriva a limitarla talmente da renderla impossibile.

    La diagnosi è essenzialmente clinica con sintomi di dolore e gonfiore. Attraverso l’ecografia è possibile stabilire il grado e l’estensione della lesione.
    Il buon esito del trattamento dipende dalla gravità della lesione e dal tempo di insorgenza della sintomatologia.

  • Distorsione della Caviglia

    Per distorsione della caviglia intendiamo la perdita momentanea ed incompleta dei rapporti articolari tra tibia e perone e il primo osso del piede, l’astragalo. Solitamente, si tratta di uno stiramento o una lacerazione dei legamenti laterali della caviglia, causati da un movimento improvviso e innaturale dell’articolazione stessa.

    La distorsione viene classificata in tre gradi di intensità:

    •  di primo grado, il più frequente, quando il trauma è lieve. Comporta uno stiramento leggero dei legamenti e un recupero rapido che si risolve da solo;
    • di secondo grado, invece, quando il trauma è medio con uno stiramento importante che causa dolore intenso, gonfiore e fastidio anche per diverse settimane;
    • di terzo grado consiste in un trauma grave che provoca la rottura dei legamenti della caviglia, con dolore molto intenso e gonfiore.

    Le distorsioni di caviglia rappresentano indubbiamente l’evento accidentale più frequente nella carriera sportiva di un atleta.
    Il trattamento riabilitativo delle lesioni acute è necessario per il recupero della stabilità della caviglia e della sua funzionalità dinamica.

  • Rottura del Tendine d'Achille

    Microtraumatismi e tendinite cronica trascurata o non riconosciuta rappresentano importanti fattori si rischio per la rottura del tendine d’Achille. Atleti come i saltatori, i corridori, i calciatori ed i tennisti sono i più colpiti.

    La sintomatologia è rappresentata da un dolore improvviso e acuto con conseguente impotenza funzionale immediata tale da impedire la deambulazione.
    La diagnosi della lesione è essenzialmente clinica e viene confermata mediante indagini strumentali.

    L’indicazione per il trattamento è prettamente chirurgico.

  • Fascite Plantare e Sperone Calcaneare

    La fascite plantare è una patologia molto comune tra gli sportivi e colpisce appunto la pianta e il tallone.
    Pur non essendo una patologia grave la fascite plantare può essere invalidante. Questa patologia tende a cronicizzare poiché è spesso trascurata e questo comporta un rallentamento nel processo di guarigione.

    La sintomatologia della fascite plantare è caratterizzata da una fitta dolorosa al tallone a livello dell’inserzione della fascia plantare. Il dolore si acuisce al mattino o dopo una lunga camminata; si avverte nel salire le scale, alzarsi sulla punta dei piedi o dopo un riposo prolungato. A distanza di tempo è subdolo ma presente al mattino o alzandosi dalla sedia dopo un po’ di tempo.
    Per la diagnosi è utile eseguire indagini strumentali unitamente all’anamnesi e all’esame obiettivo del paziente.

    La terapia immediata prevede il riposo sportivo, l’eliminazione dei fattori predisponenti, l’uso di ghiaccio sotto al tallone e stretching della fascia plantare e terapie fisiche adeguate.
    Potrà essere utile l’uso di plantari o talloni eri in gel per correggere eventuali anomalie a carico dell’arco plantare.

  • Fratture Malleolari

    Le fratture malleolari sono un tipo di infortunio molto frequente e spesso sono conseguenza di un trauma distorsivo della caviglia. Più raramente sono causate da un trauma contusivo diretto.

    L’approccio al trattamento dipende dal tipo di frattura, che varia a seconda della dinamica del trauma, e dalle lesioni associate. La scelta del trattamento e la tempistica dovranno quindi tenere conto di questi fattori.
    Poiché comunque nella maggior parte dei casi è necessario un periodo di circa 30–40 giorni d’immobilizzazione con gesso o tutore sarà evidente una marcata e generalizzata ipotrofia muscolare.

    Prima di iniziare il piano riabilitativo, condiviso con l’ortopedico, sarà in ogni caso necessario verificare che la frattura sia ben consolidata e i malleoli in asse.

  • Fratture Metatarsali

    Le fratture delle ossa metatarsali sono suscettibili di diversi trattamenti terapeutici, astensionistici o chirurgici.
    E’ innanzitutto importante distinguere quale metatarso, perchè il primo ed il quinto sono fondamentali per il carico e la deambulazione e necessitano di una perfetta riduzione della frattura. In secondo luogo è necessario verificare la sede ed il tipo di frattura; in genere le più frequenti sono quelle del IV e V metatarso e nella maggior parte dei casi il trattamento è non chirurgico.

    La frattura del metatarso, per la cui diagnosi è necessaria una radiografia, si presenta con dolore acuto, rigidità, gonfiore, ematomi e difficoltà di deambulazione.

    Generalmente l’articolazione viene immobilizzata con un gesso per circa 30 – 40 giorni, con conseguente ipotrofia dei muscoli della gamba.

    Il percorso riabilitativo inizia con terapie fisiche per la riduzione del dolore ed eventuale edema un carico progressivo fino ad arrivare alla deambulazione senza l’uso delle stampelle.
    Si prosegue con il recupero dell’articolarità e della propriocezione per poi passare al rinforzo muscolare di tutto l’arto inferiore ed alla riabilitazione sul campo.

    In caso di osteosintesi, il percorso riabilitativo rimane invariato con una possibile riduzione dei tempi riabilitativi nella concessione del carico.

  • Riabilitazione per Distorsione della Caviglia

    La fase iniziale del percorso riabilitativo è volta alla riduzione del gonfiore e del dolore secondo le linee guida del protocollo RICE (riposo, ghiaccio, compressione e elevazione dell’arto).

    Successivamente terapie fisiche per riduzione edema, mobilizzazioni attive e passive, stretching specifico e massaggio dei muscoli del piede si procede al recupero dell’articolarità e della deambulazione corretta, idrokinesi.

    In seguito, attraverso esercizi specifici si lavora per il recupero della forza e della propriocezione.

    Si termina con la rieducazione sul campo con esercizi sport-specifici ed esercizi preventivi di recidive.

  • Riabilitazione per Rottura del Tendine d'Achille

    Il primo step del percorso riabilitativo mira a ridurre l’infiammazione ed il dolore attraverso l’uso di terapie fisiche e manuali. Molto utili in questa prima fase, si rivelano gli esercizi di mobilizzazione passiva in acqua.
    Si procede con il recupero graduale dell’articolarità e della deambulazione e si prosegue, dopo la condisione dei carichi con lo specialista, con il rinforzo muscolare sia a corpo libero che con attrezzi specifici.

    Il percorsosi conclude con il recupero del gesto atletico in campo dove vengono effettuate esercitazioni specifiche dello sport praticato.

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