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eclepta ortopedia beyourbest

  • CrioLaser

    Nata dalla collaborazione tra importanti centri di ricerca internazionali e Mectronic Medicale, il CrioLaser è un trattamento innovativo in grado di generare e massimizzare i principali effetti della laserterapia. Il suo funzionamento si basa sulla sinergia tra crioterapia a secco e laserterapia polimodale HEL.

     

    Cosa fa:

     

    Le due terapie possono essere utilizzate anche separatamene, ma è nella sinergia che il CrioLaser realizza la sua vera potenza. Grazie all’azione antalgica ed antiedemigena del getto d’aria fredda, il fascio laser ha maggiore profondità d’azione. L’unione di due terapie che completandosi aumentano gli effetti benefici. L’aria fredda veicolata dalla crioterapia funziona da vettore per il laser: la vasocostrizione riduce gli edemi e permette un maggiore assorbimento dell’energia. Per questo motivo il CrioLaser è la terapia ideale per trattare i traumi sportivi. L’aria fredda della crioterapia, complice l’effetto vasocostrittore, impedisce l’assorbimento dell’energia laser da parte dei cromofori del sangue, e permette alla radiazione di raggiungere profondità considerevoli anche in zone molto vascolarizzate.
    Il CrioLaser genera e massimizza sei effetti simultaneamente (fotochimico-biostimolante, fototermico, fotomeccanico, antalgico, antiedemigeno ed antiinfiammatorio) attivando una corretta biorigenerazione.
    Inoltre, dispone del nuovo modulo brevettato TriaX, che consente di combinare tre lunghezze d’onda – 810 nm, 980 nm e 1064 nm (yag) – in un solo dispositivo.

     

    Indicazioni e controindicazioni:

     

    Questo tipo di emissione, unita all’azione vasocostringente della crioterapia, apporta particolare beneficio in patologie dolorose, quali l’ernia del disco, l’epicondilite, l’artrosi. Anche in caso di patologie dovute allo sport, come tendiniti, fasciti plantari e stiramenti muscolari, il CrioLaser ha dimostrato la sua efficacia.
    Questa terapia è indicata per tendinite, distorsione, contusione, artrosi, tallonite, infiammazione o flogosi, edema, ematoma, ulcere e piaghe.
    L’obiettivo della Laser Terapia non è quello di “scaldare” bensì di eliminare il dolore o fastidio e di permettere alla cellula di recuperare l’equilibrio perso con traumi o usura dei tessuti.
    Le controindicazioni sono la gravidanza, le neoplasie maligne e l’epilessia.

  • Idrokinesiterapia

    L’ idrokinesiterapia altro non è che la riabilitazione in acqua, uno dei punti di forza del centro medico Eclepta.
    L’idrokinesiterapia consiste nell’immersione del corpo in acqua, al fine di sfruttare gli effetti benefici che questa procura. E’ conosciuta da secoli, fin dai tempi dei Romani, i quali ne scoprirono ben presto gli effetti terapeutici. Va accompagnata o meglio integrata con una terapia cosiddetta ‘a secco’, ovvero fuori dall’acqua.
    La temperatura dell’acqua, in cui il paziente è immerso, controllata tra i 32 e i 35 gradi, aiuta ad alleviare il dolore, riducendo lo spasmo muscolare e favorendo la distensione. Il paziente in acqua si muove con agilità e disinvoltura, di conseguenza, anche da un punto di vista psicologico acquisisce sicurezza e fiducia in questo tipo di riabilitazione.
    Lo sfruttamento di un principio fisico conosciuto da oltre 23 secoli per offrire giovamento al fisico e alleviare i faticosi processi riabilitativi post-operatori. Comunemente conosciuta come fisioterapia in acqua, si fonda quindi sul noto Principio di Archimede, secondo il quale “un corpo totalmente o parzialmente immerso in un fluido provoca una spinta in sollevamento uguale peso del fluido spostato”. Semplificando il movimento grazie alla diminuzione del 90% del peso corporeo su articolazioni e colonna vertebrale, il lavoro dell’acqua ha dunque effetti antidolorifici e decontratturanti. La possibilità di muoversi con agilità e disinvoltura, contenendo il dolore, ha inoltre effetti benefici anche sulla psicologia del paziente, che acquisisce maggiore sicurezza nel corretto svolgimento dell’esercizio e fiducia nell’esito positivo della terapia.

     

    L’idrokinesiterapia è adatta ad ogni tipo di patologia fisiatrica, ortopedica, sportiva, neurologica e neuromotoria. Viene utilizzata per la cura delle patologie della colonna vertebrale, per i problemi articolari e muscolari e per tutti gli stati post operatori: spalla, ginocchio, gomito, anca, caviglia. È fondamentale operare una distinzione netta: l’idrokinesiterapia non è equivalente all’acquagym o a qualunque altro tipo di attività fisica effettuata in piscina.
    Il rapporto terapista-paziente nella riabilitazione in acqua deve essere estremamente personalizzato: il paziente deve avere uno specialista dedicato, in particolar modo nelle prima fasi, ed un programma di esercizi modulati sul paziente, sulle sue caratteristiche fisiche e sul tipo di patologia da curare.

    E’ fondamentale nel recupero post-operatorio, specie in seguito ad interventi alla spalla o al ginocchio (protesi, LCA, trapianto cartilagineo etc).

     

    Cosa è il Metodo Eclepta?

     

    Il Metodo Eclepta per l’idrokinesiterapia consiste nel rapporto 1 ad 1 (terapista – paziente) in acqua e l’attuazione di un trattamento specifico per ogni paziente e per la sua patologia. Il paziente in acqua avrà a disposizione ogni strumento adatto al raggiungimento di un determinato obiettivo discusso con il terapista. Il ciclo di sedute da svolgere in acqua è, ovviamente, differente a seconda delle diverse patologie, ma si può quantificare in 6-8 sedute, con cadenza bisettimanale. Alla fine del trattamento il paziente avrà acquisito quelle sicurezze tali da poter proseguire il percorso riabilitativo senza ricadute o complicanze.

  • Metodo Mezieres

    Il Metodo Mezieres agisce sia sul sintomo (dolore) che sul riequilibrio di blocchi pre-esistenti che ne sono la vera causa.
    Francoise Mezieres sviluppò tale metodo nel 1947 partendo da un concetto chiave, ossia che postura e funzione dei muscoli e delle articolazioni si influenzano reciprocamente, ed e’ per questo motivo che si utilizzano specifiche posture che mirano al riequilibrio degli scompensi muscolo-scheletrici.
    Il Metodo Mezieres viene utilizzata per patologie funzionali:

     

    • Vertebrali: lombalgie, lombosciatalgie, cervicalgie
    • Articolari: coxoartrosi,gonartrosi, patologie di spalla
    • Muscolari: sindrome del piriforme, sindrome degli scaleni
    • Dismorfiche: iperlordosi, ipercifosi,scoliosi, piede cavo/piatto etc.

     

    Possiamo inoltre affermare che essendo la risposta del corpo soggettiva quindi biologica e non meccanica, stabilire a priori il numero delle sedute da svolgere non e’ possibile ovviamente se ci troviamo difronte ad un problema cronico l’organismo impiegherà più tempo per riequilibrarsi.

     

    Il Trattamento

     

    Di fondamentale importanza è iniziare ogni seduta con una osservazione del paziente perché grazie ad essa il terapista ha una visione delle asimmetrie e delle difficoltà a cui potrà andare incontro.
    Presso il nostro centro ci avvaliamo anche di macchinari Tecnobody altamente specializzati affinchè tale valutazione possa essere più specifica ed oggettiva possibile.

  • Tecarterapia

    La Tecarterapia è una tecnica che stimola energia dall’interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antinfiammatori. La ragione d’essere della Tecarterapia sta nella constatazione che ogni patologia osteo-articolare e dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito.

     

    La Tecarterapia richiama le cariche elettriche da tutto il corpo, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori affacciati e separati da un isolante. Nella Tecarterapia un elettrodo è collegato a un generatore la cui frequenza è pari a 0,485 MHz, mentre il secondo conduttore è rappresentato dal tessuto biologico. Nella zona sotto terapia si avrà un flusso di cariche con attivazione metabolica e un effetto termico endogeno (cioè che nasce dall’interno). Se l’elettrodo mobile non è elettricamente isolato, la concentrazione di cariche avviene nei tessuti a più alta resistenza (osso e articolazioni) che fungono quindi da isolanti (contatti resistivi).

     

    Sono tre le cosiddette azioni chiave del sistema Tecarterapia, azioni che vengono espletate secondo due modalità di funzionamento, ovvero quella capacitiva e quella resistiva; la modalità di funzionamento capacitiva ha il suo campo d’azione sui tessuti e sulle strutture maggiormente idratate come i muscoli, i vasi sanguigni e i vasi linfatici, mentre la modalità resistiva agisce su tessuti e strutture con alta densità connettivale (capsule articolari, cartilagini, cordoni fibrotici, legamenti, osso, tendini ecc.). La prima azione chiave è quella relativa alla stimolazione della microcircolazione, la seconda consiste nell’aumento della vasodilatazione, mentre la terza è relativa all’aumento della temperatura endogena. La prima azione avviene a un livello di potenza basso (dallo 0 al 30%); è un livello praticamente atermico; per la seconda azione si sceglie invece un livello di potenza media (dal 31 al 60%), mediamente termico. La terza azione avviene a un livello di potenza alto (dal 61 al 100%); trattasi di un livello francamente termico. La Tecarterapia non ha particolari controindicazioni (fatte salve quelle relative a tutte le apparecchiature elettromedicali come per esempio la presenza di pacemaker o la condizione di gravidanza nonché le arteriopatie scompensate, parestesia nella zona da sottoporre a trattamento e patologie neoplastiche) né effetti collaterali e ciò consente di applicarla in tempi molto ravvicinati al trauma, ripetendola eventualmente più volte al giorno, inoltre può essere associata senza problemi ad altre terapie, come la terapia manuale. Sono necessarie alcune precauzioni nel caso che il soggetto che deve sottoporsi a Tecarterapia sia insensibile alla temperatura (un caso invero assai raro). Non costituisce invece impedimento all’esecuzione di sedute di Tecarterapia la presenza di protesi metalliche all’anca, al ginocchio o alla spalla.

  • Ultrasuoni

    Gli ultrasuoni sono onde acustiche con frequenze superiori ai 20 kHz (20.000 Hertz). Penetrando in un sistema biologico, le onde perdono energia e la cedono al sistema. Generalmente le onde entrano fino a profondità comprese tra 1,5 e 5 cm. Il sistema biologico può essere un tendine, un muscolo o un osso, la cessione di energia viene convertita in calore. La cessione di calore non è l’unico effetto. Si ha infatti una sollecitazione meccanica che produce un movimento delle molecole dei tessuti, inducendo variazioni di pressione.

     

    Queste permettono di muovere il liquido all’interno dei tessuti biologici e quindi ha effetto nel caso di presenza di versamenti o per riallineare le fibre di collagene. Esistono due tecniche di applicazione degli ultrasuoni: per contatto (con gli elettrodi, fissi o mobili, a contatto con la cute, eventualmente separati da un gel) o a immersione, particolarmente adatta quando le aree da trattare sono troppo piccole o dolenti: in questo secondo caso si immerge l’organo affetto dalla patologia in acqua a 37 gradi centigradi. Gli ultrasuoni sono usati essenzialmente per ridurre il dolore: possono essere utili in sciatalgie, nevriti, periartrite.

  • Tens

    TENS è l’acronimo di TransCutaneous Electrical Nerve Stimulation (stimolazione elettrica nervosa transcutanea), una tecnica medica complementare, utilizzata soprattutto per controllare alcune condizioni dolorose acute o croniche.
    La TENS consiste nell’applicazione sulla cute di lievi impulsi elettrici, che attivano fibre nervose di grosso diametro riducendo la percezione del dolore. L’effetto antalgico della TENS è quindi da attribuire all’inibizione delle afferenze nervose coinvolte nella trasmissione nocicettiva (dolorosa). La TENS è, quindi, un metodo terapeutico non invasivo, efficace nel ridurre le manifestazioni dolorose causate da una vasta gamma di condizioni, tra cui artrite, mal di schiena, lesioni sportive.

     

    La TENS è stata valutata in studi scientifici problemi di salute come dolore, disturbi articolari (come l’osteoartrite del ginocchio e la sindrome femoro-rotulea), forza muscolare (è utilizzata con risultati incoraggianti anche per il recupero dopo l’esercizio fisico), disturbi nervosi (emiplegia, spasticità nella sclerosi multipla e nevralgie). Se il proprio medico o fisioterapista hanno confermato la possibilità di utilizzare questa opzione terapeutica, il paziente deve sapere che la TENS è ben tollerata e sicura.
    La TENS è controindicata se non si conosce la causa del dolore o se la diagnosi della propria condizione non è stata ancora definita, in caso di pacemaker o altri dispositivi elettrici impiantati, se si è affetti da epilessia o da un disturbo del ritmo cardiaco o se si è affetti da una condizione della pelle grave.

  • Ionoforesi

    La ionoforesi è una tecnica che rientra nel campo delle elettroterapie che consiste nella somministrazione di un farmaco ionizzato per via transcutanea sfruttando una corrente continua che viene prodotta da un’apposita strumentazione. La somministrazione dei farmaci attraverso la ionoforesi è praticamente indolore; la ionoforesi consente agli ioni del farmaco che vengono veicolati nell’organismo di legarsi a particolari proteine consentendo una maggiore permanenza in circolo; la gran parte del farmaco, che si lega alle proteine, si accumula negli interstizi facendo sì che esso si rilasci in modo più lento e prolungato nel tempo; stimolando le terminazioni nervose, la ionoforesi eleverebbe la soglia di eccitabilità con un conseguente notevole effetto antidolorifico e inoltre la ionoforesi determinerebbe un lieve aumento del flusso ematico.

     

    La ionoforesi è controindicata in caso di presenza di pace-maker, impianti cardio-defibrillatori, protesi metalliche, spirale intrauterina metallica, lesioni cutanee (abrasioni, dermatiti, ferite), ipoestesia cutanea, polineuropatie, aritmia cardiaca ed epilessia. La ionoforesi, inoltre, non deve essere praticata su donne in stato interessante.

  • Onde d'Urto

    L’onda d’urto è una metodica basata sull’emissione controllata di onde acustiche ad alta energia.I meccanismi di azione sono due: quello meccanico e quello dovuto alla cavitazione, cioè la formazione di bolle di vapore all’interno di un fluido sottoposto al passaggio di onde pressorie che si susseguono ad alta velocità. Nei tessuti molli la permeabilità di membrana si modifica e aumenta lo scambio ionico intracellulare. Il meccanismo è simile a quello di una frattura quando si ha per reazione una stimolazione alla produzione di tessuti ossei per il ripristino della situazione preesistente.

     

    L’aumentata capillarizzazione locale conseguenza del trattamento con onde d’urto provoca una rimozione dei fattori infiammatori. Le onde d’urto vengono utilizzate in ambito ortopedico allo scopo di trattare alcune patologie muscolo-scheletriche, in particolar modo nei casi di periartrite della spalla, epicondilite (il cosiddetto gomito del tennista), epitrocleite (gomito del golfista), pubalgia, tendinite del gran trocantere, tendinite rotulea, tendinite achillea, fascite plantare e spina calcaneare). L’utilizzo delle onde è controindicato in pazienti con disturbi della coagulazione, tenosinoviti infette, osteomieliti, portatori di pacemaker, polineuropatie demielinizzanti e crisi epilettiche.

  • Magnetoterapia

    La magnetoterapia, chiamata anche elettromagnetoterapia, è una forma di fisioterapia che utilizza l’energia elettromagnetica. La magnetoterapia viene comunemente utilizzata in relazione a molti sintomi, condizioni e patologie che affliggono cartilagini ossa e articolazioni (la magnetoterapia è in grado di dimezzare i tempi di guarigione di patologie a carico del sistema scheletrico, e di stimolare la guarigione delle fratture lente a guarire), artrosi, ferite e stiramenti a muscoli, tendini e legamenti.

     

    L’utilizzo di apparecchi per la magnetoterapia ha pochissime controindicazioni: pertanto anche se si esagera nei tempi di utilizzo, non si hanno normalmente degli inconvenienti, tuttavia si sconsiglia l’applicazione su bambini piccoli, donne in stato di gravidanza e patologie neoplastiche.

  • Taping Neuromuscolare

    Il taping neuromuscolare è una terapia basata sull’utilizzo di particolari cerotti che, stimolando le zone di applicazione mediante pressioni calibrate, può essere di grande utilità nel campo dell’ortopedia e della medicina generale.

     

    Questa pratica si basa sull’utilizzo di cerotti molto particolari che non contengono alcun principio attivo, ma esercitano invece un’azione di tipo meccanico. I cerotti vengono ritagliati nelle forme più consone ed applicati sulla pelle secondo disposizioni finalizzate al trattamento di quel particolare disturbo.

    Questa innovativa metodologia terapeutica è basata su un approccio correttivo che agisce sul piano neuro meccanico e biomeccanico, ed è in grado di migliorare la locale circolazione sanguigna e linfatica. Grazie alla stimolazione del ricambio dei liquidi, il taping neuromuscolare permette un più veloce recupero fisico in seguito a traumi o disfunzioni a carico dell’apparato muscolo-scheletrico.I cerotti utilizzati in questo approccio terapeutico possono essere applicati su qualsiasiarticolazione del corpo: spalla, gomito, polso, ginocchio, caviglia, ma anche a livello della colonna vertebrale o sulla nuca.La terapia del taping neuromuscolare è particolarmente indicata per persone che soffrono di mal di schiena, dolori articolari e cervicali, contratture muscolari, rigidità articolare, fitte che si trasmettono al braccio o alla gamba, formicolii e limitazione nella capacità di movimento.

«Una macchina può fare il lavoro di cinquanta uomini

ordinari, ma nessuna macchina può fare il lavoro

di un uomo straordinario.»

  • Walker View Tecnobody

    • Analisi dei movimenti del tronco in flesso-estensione e flessione laterale
    • Confronto tra parte destra e sinistra del corpo riguardo i movimenti articolari di anche, ginocchia e caviglie
    • Analisi del carico a terra
    • Calcolo della lunghezza e frequenza del passo (appoggi al minuto)
    • Analisi delle oscillazioni del centro di gravità del soggetto
  • Balance Trunk Easy Tecnobody

    L’osservazione quotidiana mette in evidenza come il tronco sia in grado di rispondere contemporaneamente a diverse richieste motorie ponendosi in relazione con gli arti superiori, gli arti inferiori ed il capo. Dopo questo punto di vista il tronco si comporta come “crocevia motorio” fondamentale tra questi elementi.
    Per ciascuno di questi elementi “funzionali” il tronco assume un ruolo importante nell’esecuzione di gesti motori significativi, inserendosi allo stesso tempo come sostegno o come prolungamento adattabile.

    • Analisi della mobilità del bacino nei diversi piani dello spazio
    • Test per il controllo motorio del bacino
  • Isofree Tecnobody

    ISO-FREE è il primo sistema di Functional Training a corpo libero, che incorpora l’abilità di riconoscere i movimenti dell’utente unitamente al suo equilibrio e postura.

     

    Analisi della performance del salto: misurazione di altezza, forza e potenza massima; analisi della spinta degli arti inferiori e della dinamica articolare di tronco, anche e ginocchia

  • Tbed Tecnobody

    Test delle asimmetrie di pressione sul lettino
    Analisi delle tensioni a carico della catena cinetica posteriore a 3 livelli di inclinazione: 120°, 105° e 90°

  • Prokin Easy Tecnobody

    PROKIN-E è il sistema di valutazione e training dinamico TecnoBody in posizione ortostatica.

    • Test di Romberg su superficie stabile (occhi aperti/occhi chiusi).
    • Analisi delle oscillazioni del soggetto su superficie stabile o instabile, in appoggio mono e bi podalico.
    • Calcolo delle zone di iperpressione a terra durante l’appoggio statico.
    • Analisi della mobilità della caviglia su superficie instabile.
  • Stability Easy Tecnobody

    Il cuore del sistema stabilometrico Stability è una piattaforma di forza a tre celle di carico ( Tecnologia Strean Gauge ) molto accurato e sensibile. Le dimensioni della superficie ( 500 mm ) permettono una posizione del paziente, a piedi pari o con talloni uniti, molto confortevole. La base d’appoggio è dotata della dima di posizionamento per la valutazione ortostatica ufficiale a 30°.

  • Gyko

    Misura delle accelerazioni durante qualsiasi esercizio anche con sovraccarico: possibilità di ottenere i dati di forza potenza e velocità.
    Calcolo di forza, potenza, velocità e altezza del salto su qualsiasi superficie (es. sabbia).
    Calcolo del ROM di qualsiasi articolazione con un test per l’individuazione di asimmetrie tra articolazione destra e sinistra.

  • Pedana baropodometrica ``Sensormedica``

    • Analisi baropodometrica in appoggio bi podalico
    • Analisi baropodometrica del cammino
    • Test di Romberg

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