Lo stretching: qual è la verità?

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Lo stretching: qual è la verità?

La pratica dello stretching o allungamento muscolare, da moltissimi anni ormai, è giustamente vista come una parte importante del processo di allenamento di sportivi e non. Le tecniche di stretching vengono spesso utilizzate come mezzo per la prevenzione di infortuni nella maggior parte delle discipline sportive; inoltre il suo utilizzo è consigliato anche per migliorare la vita di tutti i giorni in persone moderatamente attive o sedentarie. Ma lo stretching serve veramente cosi tanto nel migliorare la performance sportiva e nel prevenire infortuni?

I numerosi studi effettuati sull’argomento non sono riusciti a dare una risposta definitiva, ma ci hanno restituito alcune informazioni utili: prima di tutto il fatto che nelle discipline sportive è meglio privilegiare uno stretching dinamico rispetto a quello statico, in particolare se utilizzato come riscaldamento (J Strength Cond Res. 2006 Feb;20(1):203-7; J Hum Kinet. 2013 Dec 31;39:37-47; PLoS One. 2013 Aug 5;8(8); J Strength Cond Res. 2013 Nov;27(11):3060-7); inoltre, la pratica dello stretching porta sicuramente benefici per quanto riguarda i parametri di flessibilità e mobilità articolare, ma sono ancora controversi i risultati in merito a benefici su altre capacità dell’atleta come resistenza, forza e velocità. Va detto poi che, essendo lo stretching un “lavoro” a tutti gli effetti che porta ad un allungamento del muscolo oltre la sua posizione di riposo, non andrebbe effettuato in grande quantità dopo un allenamento molto intenso a livello muscolare.

Concludendo, possiamo dire che la pratica dello stretching porta immensi benefici, ma solo se utilizzato come mezzo di allenamento specifico per il miglioramento della flessibilità, e non come un mezzo generale di riscaldamento prima dell’attività fisica, o come defaticamento alla fine della seduta di allenamento.